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domenica 19 maggio 2013

Il Wi-fi rende sterili

Incredibile scoperta dei ricercatori di un equipemedica argentina e statunitense: pare chenavigare in internet senza fili danneggi gravemente gli spermatozoi, rendendo sterilel’uomo. Lo studio, pubblicato sulla rivista Fertility and Sterility, è stato condotto su alcuni volontari che hanno prestato il loro sperma per la ricerca.

Il liquido seminale, posto sotto un portatile connesso tramite wi-fi per la durata di quattro ore, ha perso parte della sua prolificità: gli spermatozoi si presentavano con mobilità assairidotta, alcuni di loro anche senza vita o con alterazioni genetiche rilevanti. Il processo degenerativo potrebbe essere causato dalle onde elettromagnetiche prodotte nell’ambito della comunicabilità senza fili.
Conrado Avendano, responsabile della ricerca, ha dichiarato: “I nostri dati suggeriscono che l’uso del portatile con connessione internet senza fili posizionato vicino agli organi riproduttivi maschili può diminuire la qualità dello sperma nell’uomo“. Occorre, dunque, prestare moltaattenzione all’uso che si fa della propria rete wireless, ridicendone sensibilmente, laddove possibile, la durata. La scoperta, non ancora ufficializzata, dovrà superare molti altri test specifici prima che diventi fatto certo.

Joey, il neonato che sorride 5 giorni dopo un intervento a cuore aperto


Questo tipo di video fanno in fretta a fare il giro del web per la straordinarietà del protagonista. Un bimbo di tre mesi che ha subito un intervento a cuore aperto e dopo soli 5 giorni sorrideva spensierato.
Il neonato coraggioso si chiama Joey , quando la madre, Sarah Prowling, scattò una foto del suo neonato subito dopo l’intervento chirurgico, il fratello Matt Tassone l’ha inviata a Reddit con la didascalia “Il bambino che ha subito l’operazione è incredibilmente bello”.Sin da subito gli utenti hanno lasciato decine di commenti, chiamano Joey “il bambino Bruce Willis“.
E ‘il bambino più interessante del mondo“, ha scritto un altro commentatore. E Joey lo è davvero, il suo intervento è avvenuto il 30 ottobre presso il Children Hospital di Boston. Joey Powling, è nato con un raro difetto cardiaco e ha dovuto sostenere una operazione delicatissima. La mamma lo stava filmando per avere un ricordo di quello che, pur nella tragicità dei fatti, era un bellissimo momento. Dopo pochi giorni riaveva suo figlio tra le braccia. Una ripresa incredibile se si pensa che il bimbo solo 5 giorni prima era su un tavolo operatorio e stava subendo un intervento a cuore aperto.
Mentre lo stava riprendendo Joey ha cominciato a sorridere, quel sorriso che ha incantato oltre un milione di internauti che hanno guardato questo video. Eccovi “Ridiculously Good-Looking surgery baby“, Joey con un altro dei suoi soprannomi.


Viene curata per la scabbia ma poi scoprono che è allergica al bimbo che ha in grembo

Durante la gravidanza viene curata erroneamente per una grave forma di scabbia. Solo dopo che nasce il suo bambino scoprono che la causa era proprio lui, era allergica al bimbo che portava in grembo.

Una giovane madre che ha sviluppato un numero infinito di vesciche su tutto il corpo è rimasta scioccata di scoprire che aveva una rara allergia: era allergica al figlio che stava nel suo grembo. Zuleika Closs di 26 anni, di Falmouth, Cornovaglia, aveva bruciore e prurito su tutto il corpo quando era alla ventesima settimana di gravidanza. «Avevo come l’impressione che qualcosa strisciasse sulla mia pelle, ma poi è diventato insopportabile. In un primo momento le bolle sembravano orticaria ma presto si diffusero velocemente su tutto il corpo diventando di colore rosso scuro. La zona peggiore erano i miei piedi. Mi grattavo così forte che pezzi di pelle cadevano. Si stavano staccando come una buccia dall’arancia».
Dopo una cura di antibiotici e lavaggi con la lozione di calamina che i medici le avevano prescritto, diagnosticandole erroneamente un grave caso di scabbia, il suo prurito non accennava a diminuire. Le avevano anche detto di bollire e lavare tutti i vestiti e di mettere le scarpe in freezer, ma senza alcun risultato. «Sentivo così tanto prurito, mi grattavo anche nel sonno. Ero esausta e non sapevo come e cosa fare. Mi ricordo quando ero in piedi in sala d’attesa mentre aspettavo i medici e versavo fiumi di lacrime pregando che qualcuno mi potesse aiutare. Mi sentivo come se stessi sbattendo la testa contro un muro di mattoni, nessuna cura funzionava».
Il suo partner Nathan Darbyshire, di 23 anni che fa l’assistente alla poltrona, ha perso dei giorni di lavoro perché non voleva contagiare la scabbia ai colleghi e pazienti. Alla trentottesima settimana, la signora Closs entra in travaglio, ma racconta che aveva paura di prendere in braccio il suo bambino perché pensava che potesse infettare anche lui. Dopo che Emmanuel è nato, le vesciche sparirono, ma poi giorni dopo si ripresentarono.
Questa volta, andò da un altro medico che le disse di ritenere che avesse un disturbo auto-immune e che la causa era la gravidanza somministrandole una forte dose di antistaminici. «Non riuscivo a credere a quello che mi stava dicendo. Ero allergica alla mia gravidanza. Mi suonava troppo strano. E’ stato un sollievo perché a volte ho sentito che i medici pensavano che dovevo fare qualcosa per la mia pelle». Quattro mesi dopo, le vesciche stavano ormai svanendo, ma lei avrà le cicatrici per tutta la vita.
La signora Closs era affetta da Pemfigoide gestazionale (PG), che è stata causata dal tessuto della placenta che, entrando nel flusso sanguigno della madre, ha reagito con il suo sistema immunitario. Il PG è probabile che si presenti in forme ancora più gravi nelle gravidanze future di Zuleika che ha detto: «Io e Nathan ci sposiamo a maggio, ma dovrò trovare un vestito che copra le mie cicatrici. Il pensiero di avere un altro bambino in futuro mi terrorizza. A volte ho dei flash back della gravidanza, ma solo guardando Emmanuel, malgrado tutto il dolore che ho sofferto, penso che ne è valsa la pena».
Fonte DailyMail

Gemelli siamesi separati ma inseparabili dopo tre anni

I due gemellini sono sopravvissuti quando i medici avevano dato loro pochissime possibilità di sopravvivenza. Oggi sono inseparabili e, a detta della mamma, due adorabili monelli.

La prima volta che li vide si tenevano per mano nel suo grembo. L’ecografia mostrava due feti che affrontavano difficoltà apparentemente impossibili, erano due gemelli siamesi a cui non avevano dato praticamente alcuna speranza di sopravvivenza. I medici avevano detto ad Angie Benhaffaf, la mamma, che, anche se uno sarebbe sopravvissuto, l’altro avrebbe potuto morire subito dopo. Lei ha sempre lottato per superare il pensiero che c’era la possibilità di dover seppellire i suoi bambini.
Dopo la nascita, tre anni fa, furono sottoposti ad un’operazione straordinaria per separarli, i suoi ‘piccoli combattenti “come lei li chiama, sono diventati, nel bene, inseparabili. A distanza di tre anni, il legame tra Hassan e Hussein è così forte che ancora si tengono per mano quando dormono, proprio come la mamma li aveva visti nella prima ecografia. Anche quando si siedono insieme, di solito adottano le stesse posizioni a sinistra e a destra che una volta li univa dal petto al bacino.
Oggi, però, si tratta di due individui distinti. E, come la loro madre racconta, sono due manciate di “piccoli problemi”. I gemelli sono costantemente insieme, sfrecciano sulle loro macchinine, si arrampicano su per le scale e giocano sul pavimento con le loro sorelle maggiori. Nel frattempo entrambi stanno facendo passi da gigante nella loro battaglia per camminare con l’aiuto di nuova protesi alle gambe. «C’è ovviamente un po’ di competitività tra di loro e sono abbastanza diffidenti verso la protesi, – racconta mamma Angie di 38 anni.  - E’ bello comunque vederli anche con le loro paure».  I due gemellini alla nascita avevano in comune oltre ad una gamba, il fegato e la membrana pericardica che circonda i loro cuori. Nonostante i rischi, i chirurghi sono stati in grado di separarli senza conseguenze mortali.
L’intervento è stato eseguito quando avevano sei mesi dal team medico di Londra dell’University College Hospital, dove sono nati, e nel vicino Great Ormond Street Hospital, ed è durato 14 ore. Grazie all’operazione, i gemelli hanno da poco festeggiato il loro terzo compleanno, con due torte, non una. Due settimane prima della loro nascita, mamma Angiè aveva comprato due piccoli orsi di peluche a cui aveva fatto scrivere i due nomi dei figli che dovevano nascere: Hassan e Hussein.
«I medici ci avevano avvertito che era altamente improbabile che sarebbero sopravvissuti alla nascita. Nel mio cuore, ho capito che c’era una possibilità che li avremo dovuti seppellire proprio a Natale. Ho pensato che se fossero morti, avrei messo i peluche sull’albero ogni anno. In questo modo, li avremo avuti con noi lo stesso. E’ davvero doloroso, ma ogni anno, questo è quello che faccio, solo per ricordare quante volte abbiamo quasi perso entrambi. Ora li guardo e vedo come sono felici, e mi sento tanto grata solo per averli. Li vediamo come i nostri piccoli miracoli e, quando siamo tutti insieme in questa casa, è solo questo che conta davvero».
I due gemellini tra le sorelline
Le sorelle dei ragazzi Malika di otto anni e Iman di cinque, adorano i loro fratellini e sembra non si accorgano neanche della loro disabilità. «Hanno ancora un sacco di ostacoli davanti a loro. Ma hanno portato la magia nella nostra casa, e qualcosa di speciale nella nostra vita», conclude mamma Angie.
Fonte e foto Daily Mail

venerdì 17 maggio 2013

Il bambino malato che non doveva nascere, ma migliora giorno dopo giorno

Durante l'ecografia i medici si sono accorti che il bimbo aveva grossissimi problemi di salute. La mamma non ha voluto abortire e lo ha fatto nascere ugualmente. Mercoledì finalmente lo ha potuto portare a casa.

I medici le avevano detto che quel bambino che aveva in grembo era così malato che era meglio se abortiva. Oggi può finalmente festeggiare il ritorno a casa di quel figlio che ha voluto con tutte le sue forze. Il piccolo Riley, a detta dei medici, ha avuto un recupero a dir poco miracoloso. Jade Clarke, 22 anni, ha ignorato il consiglio dei medici malgrado le avessero detto che il suo bambino non avesse alcuna possibilità di sopravvivere, e si è rifiutata di interrompere la gravidanza.
Riley con mamma Jade e papà Rikki
Riley è nato con il cuore dalla parte sbagliata del suo corpo, le valvole sconnesse, e le viscere contorte.  I medici hanno combattuto per più di 17 mesi però Riley ha finalmente lasciato l’ospedale per sempre – ed è andato a casa a vivere con Jade e papà Rikki per la prima volta. La 22enne di Barnsley, Yorkshire, ha raccontato: «I medici mi hanno detto più e più volte che Riley non avrebbe avuto alcuna possibilità, e che avrei dovuto prendere seriamente in considerazione l’aborto. Ma lui è un angelo mandato dal cielo. E’ il mio primo figlio e anche quando i medici mi hanno avvisata che era malato io sapevo che volevo tenerlo».
I problemi previsti non si sono concretizzati, anche se Riley è stato trattenuto in ospedale per molto tempo dopo la sua nascita nel settembre 2011 e dove è rimasto fino ad essere autorizzato ad andare a casa mercoledì. Il piccolo che la mamma chiama “combattente”, ha ancora un certo numero di problemi di salute. Ha una tracheostomia ed uno dei suoi reni inoltre, non si è adeguatamente formato ed è all’interno del suo addome. Deve essere controllato ogni due settimane, perché potrebbe fermarsi e smettere di svolgere la sua funzione in qualsiasi momento.
Il piccolo "combattente" finalmente tra le sue mura domestiche
Jade ha detto che era straziante guardare i suoi amici con i loro figli, sapendo che Riley era ancora in ospedale. Ora lei e Rikki si occupano praticamente a tempo pieno del bimbo. Ha aggiunto: «E’ un bambino felice. Ama Tigro di Winnie the Pooh. Ha bisogno di essere controllato costantemente perché a volte cerca di tirarsi fuori i tubi. E’ ‘impegnativo, ma non lo avrei voluto diverso. Non vedo l’ora che possa respirare in maniera autonoma. Se non fosse nato, non avrei mai saputo come avrebbe potuto essere».
Foto e fonte Daily Mail

giovedì 16 maggio 2013

Per i medici non c’era speranza, un altro consulto e mia figlia si è salvata

Per i medici che l'avevano visitata non c'erano speranze. I genitori hanno trovato da soli un altro cardiologo che invece aveva già effettuato quel tipo di operazione e oggi la loro figlia vive come tutte le altre bambine della sua età.

Una madre ha raccontato di come la vita di sua figlia è stata salvata da un intervento chirurgico al cuore – nonostante i medici del Leeds General Infirmary avessero dichiarato che ‘non c’era niente da fare‘ per lei. Michala Cater, 39 anni, sostiene che le fu detto che Lily, la figlia di due anni, non si sarebbe ripresa dal suo difetto congenito al cuore e che sarebbe dovuta ‘andare via e di godersi il tempo che le rimaneva da vivere‘ con lei. Ma dopo aver chiesto un secondo parere, Lily è stata sottoposta a un intervento chirurgico all’ospedale dei bambini di Birmingham. Oggi ha nove anni, e vive una vita normale.
Mamma Michala, di Bradford, ritiene che Lily sarebbe morta se avesse ascoltato il cardiologo del Leeds sette anni fa. A otto mesi di età, a Lily è stata diagnosticata una atresia polmonare, o ‘sindrome del bambino blu’ – quando l’arteria polmonare che porta il sangue ai polmoni non riesce a svilupparsi correttamente. Per i medici dell’unità coronarica, Lily non avrebbe vissuto oltre i cinque anni d’età. Poi, quando aveva due anni, Lily ha avuto un forte peggioramento. Lei era sempre blu e faticava a camminare.

Secondo i medici del Leeds, per la piccola Lily non c'erano speranze
Abbiamo aspettato sei mesi che i medici si riunissero per discutere cosa fare per Lily“, spiega la mamma. Quando finalmente ho parlato con il cardiologo, mi ha detto di aver parlato con un chirurgo e che non c’era niente da fare per mia figlia“.
Mamma Michala e suo marito Paul, un lavavetri, hanno trovato un chirurgo americano che aveva effettuato operazioni su pazienti con la stessa patologia di Lily. Il chirurgo ha chiesto alla coppia di mandargli la cartella medica di Lily – che la mamma dice di aver atteso più di un mese per poterla ottenere dal Leeds. E’ stato solo quando la mamma ha contattato un giornale locale per parlare della situazione di sua figlia Lily, che dice di aver ricevuto una chiamata dal suo cardiologo. “Mi disse: ‘Perché vuoi andare in America per questa operazione, si può fare a Birmingham e Newcastle’Sono rimasta scioccata. Non abbiamo capito perché non ce lo avesse detto prima”, racconta la mamma. ”Ha detto che avremo potuto provare a Birmingham. Non appena a Birmingham hanno visto la cartella clinica di Lily, hanno promesso che potevano aiutarla o almeno darle una migliore qualità della vita“.
Lily è stata operata e oggi vive come una qualsiasi bambina di nove anni grazie alla determinazione di mamma e papà che non si sono arresi davanti al primo no.
Fonte e foto Daily Mail


sabato 11 maggio 2013

Si può fare la ceretta in gravidanza ?

Pianeta Mamma :Durante la gravidanza la crescita dei peli superflui rallenta, ma nonostante ciò si ha la necessità di mantenersi in ordine. +
Chi è abituato a fare la ceretta, deve ricordare che in gravidanza si può fare solo la ceretta a freddo perchè quella a caldo è troppo aggressiva e si rischia di mettere a rischio la circolazione del sangue delle gambe.
Preferite dunque le classiche strisce già pronte, magari contenenti di sostanze emollienti come il miele o il limone.
Inoltre fate molta attenzione alla zona inguinale perchè con l’aumento del peso e del pancione ci sarà una maggiore pressione sulle vene e quella zona diventa molto più delicata del solito.
Potete anche scegliere il classico rasoio o l’epilatore , ma evitate le creme depilatorie perchè non sono adatte alle donne in gravidanza.
A partire poi dal terzo trimestre potete anche rivolgervi a un centro estetico per la ceretta a freddo, che potrebbe essere un ottimo modo per un momento di relax.

sabato 4 maggio 2013

Più magri e più belli con il menu vegetariano


Adottare uno stile alimentare vegetariano per tre o quattro giorni a settimana consente di ridurre i rischi di alcune malattie legate allo stile di vita moderno, come diabete, ipertensione e sovrappeso. In caso di diabete e sovrappeso, per esempio, la dieta vegetariana permette di introdurre più carboidrati complessi ricchi di fibre e questo migliora il controllo della concentrazione di zuccheri nel sangue, con una produzione di insulina più regolare e meno stress per il pancreas, la ghiandola interessata nella comparsa del diabete dovuto a errori alimentari. Così l’organismo mantiene il metabolismo più attivo ed elimina più scorie, a tutto vantaggio della linea! E in presenza di malattie cardiovascolari: il maggior consumo di frutta e verdura consente di fare scorte di antiossidanti protettivi del cuore e dei vasi sanguigni. Inoltre, potassio, acido alfa-linoleico e folati presenti nei vegetali contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL) nel sangue e la pressione sanguigna. Seguici e scopri con noi come costruire un menu vegetariano salva linea e salute
Come evitare le carenze nutritive
Ecco le tipiche carenze di una dieta vegetariana e come prevenirle.
•Ferro: per evitare questa carenza si può aggiungere limone alle verdure, dato che la vitamina C che questo agrume contiene facilita l’assimilazione del minerale. Attenzione però a non eccedere con le fibre: va bene mangiare cereali e derivati (pane e pasta) integrali ma è vietato consumare crusca a parte (come, per esempio, quella che si aggiunge a latte o yogurt) perché assorbe il ferro, impedendone l’assimilazione.
•Proteine: possono essere compensate con legumi e frutta secca oleosa. L’utilizzo della soia, del seitan (glutine di grano) e l’assunzione di legumi e carboidrati complessi aumenta il valore biologico delle proteine fornendo all’organismo tutti gli aminoacidi essenziali.
Vitamina B12: i primi sintomi di una carenza sono vertigini, difficoltà di concentrazione, perdita della memoria e debolezza. Ma se si assumono uova, yogurt, latte e latticini (consentiti nella dieta vegetariana), buone fonti di B12, non vi è motivo di temere questa carenza.
Menù vegetariano completo. Cinque portate di salute e benessere
Piatti leggeri, ben digeribili e a basso indice glicemico. Ecco il pasto completo che non ingrassa e che fa bene al cuore e al cervello. Ed è adatto anche per i bambini.
Antipasto – Verdure grigliate e caprino
•Ingredienti: alcune fette di verdure grigliate; 100 g di caprino fresco; qualchepomodorino a ciliegia.
•Preparazione: spalmare ogni fettina di verdura grigliata con poco caprino fresco. Arrotolare le fettine su se stesse, fermarle con uno stecchino di legno e decorarle con un pomodorino.
•Nota dietetica: la ricetta è per due persone e apporta circa 100 kcal a porzione. Il caprino è un formaggio ricco di calcio e di vitamine B, e contiene anche la B12.
Primo – Crema di finocchi e yogurt
•Ingredienti: 2 finocchi cotti a vapore; prezzemolo; brodo vegetale; 125 g di yogurt naturale bio; sale q.b.
•Preparazione: frullare i finocchi con 2 bicchieri di brodo vegetale caldo, lo yogurt e il prezzemolo. Versare in una casseruola, portare a bollore, salare e servire.
•Nota dietetica: la ricetta è per 2 persone e apporta circa 80 kcal a porzione. I finocchi facilitano la diuresi. Lo yogurt fornisce calcio e fermenti utili per l’intestino.
Secondo – Quiche di verdure e funghi
•Ingredienti: pasta sfoglia bio già pronta; un trito di funghi e verdure (300 g); 1 uovo; 250 g di yogurt bio.
•Preparazione: mettere la pasta sfoglia in una teglia con carta da forno. Mescolare verdure, yogurt e uovo, poi versare sulla pasta sfoglia. Cuocere a 180 °C per 20 minuti.
•Nota dietetica: la ricetta è per 4-6 persone e apporta circa 320 kcal a porzione. È fonte di proteine nobili (uova e yogurt), calcio e vitamine B. Può essere un piatto unico.
Contorno – Mix verde ai pinoli
•Ingredienti: 500 g di cime di broccoli; una manciata di fagiolini e qualche punta di asparago (anche surgelati); 20 pinoli; sale, aceto di riso e olio d’oliva q.b.
•Preparazione: lessa le verdure e condiscile con olio, aceto, una presa di sale e pinoli.
•Nota dietetica: la ricetta è per 2 persone e apporta circa 140 kcal a porzione. Fornisce fibre sazianti e anticolesterolo, calcio e betacarotene. Potete saltare il mix in padella.
Dolce – Mousse di pere
•Ingredienti: 2 pere; 1 cucchiaio di cocco essiccato; 2 cucchiaini di cacao amaro; 1 vasetto di yogurt bio.
•Preparazione: cuocere a vapore le pere. Frullare tutti gli ingredienti, fatta eccezione per il cocco, e distribuire la crema nelle ciotole di servizio. Guarnire con il cocco e servire.
•Nota dietetica: la ricetta è per 2 persone e apporta circa 160 kcal a porzione. Fornisce fibre disintossicanti e sostanze che migliorano l’umore, come la teobromina del cacao.

La fragola, una miniera di micronutrienti bruciagrassi


Maggio è il mese delle fragole: dolci, gustose e straricche di antiossidanti, a sorpresa sono anche una ricca miniera di principi attivi preziosi per perdere peso. Per sfruttare al meglio queste virtù, l’ideale è gustarle fuori pasto, a colazione la mattina o come snack
Zuccheri “buoni”, sali e poche calorie
Pur essendo così dolce e appetibile, la fragola contiene poche calorie: appena 30 per etto di fragole. Ha prima di tutto un’azione depurativa e disinfiammante, attiva gli antiossidanti già presenti nell’organismo e ha una marcata azione di stimolo sulle attività metaboliche.
Inoltre le fragole contengono l’acido acetilsalicilico, che riattiva le difese immunitarie (e dunque agisce come un’aspirina naturale) e migliora la funzionalità del microcircolo, con effetti benefici in caso di ristagni venosi, gambe gonfie, cellulite e ritenzione.
La presenza di antociani, potenti antiossidanti naturali che hanno un’ottima azione preventiva sui disturbi cardiovascolari, migliora anche la funzionalità del fegato e dei reni, dai quali dipende la tendenza del corpo a trattenere liquidi e scorie.
Ma non è tutto. Perché grazie alle fragole assumiamo sia vitamine del gruppo B(fondamentali per conservare la pelle elastica) sia soprattutto vitamina C (cinquefragole corrispondo allo stesso contenuto in vitamina C di un’arancia!), che previene cedimenti e smagliature. Inoltre le fragole contengono calcio e magnesio (rinforzanti e anti fame), ferro (rassodante e anti anemico), potassio (dall’azione drenante) ma anche sodio, silice, iodio e bromo, tutti sali che ravvivano il metabolismo.
Infine, con le fragole facciamo scorta di fibre che favoriscono la sensazione di pienezza gastrica, un lento assorbimento degli zuccheri e quindi il mantenimento dell’equilibrio glicemico. Le fragole possono essere assunte anche dai diabetici perché lo zucchero che contengono (il levulosio) bene eliminato facilmente dall’organismo. Non ultimo, la fragola è considerata un alimento anticancro grazie alla presenza di acido ellagico che riduce l’assorbimento delle nitrosammine (tossine tumorali introdotte con cibi e farmaci) a livello dell’intestino.
Combatte gas e fermentazioni
Rinfresca, diuretica e dissetante (contiene il 90% di acqua), la fragola riduce la ritenzione idrica, favorisce la diuresi, facilita il dimagrimento ed è anti stipsi.
Il succo che si ottiene centrifugando una manciata di fragole fresche è un’ottima bibita per i primi caldi. Aggiungendo il succo di un limone si raddoppia la concentrazione di vitamina C e si evitano le fermentazioni.
Meglio piccole e biologiche
Se sono state coltivate senza l’uso di fitofarmaci, le fragole sono più ricche di acido ellagico, acido ascorbico, flavonoidi e minerali. Per questo, prima dell’acquisto, accertiamoci della loro provenienza. In alternativa possiamo acquistare le fragole selvatiche (fragoline di bosco) che non hanno subito alcun trattamento. Spesso le fragole troppo grosse e lucide sono state coltivate con additivi di sintesi. 
Non aggiungere mai lo zucchero!
Le fragole più “dimagranti” sono solo quelle biologiche: devono essere mature al punto giusto e prive di macchie bianche o tracce di muffa. Vanno evitate le fragoleacerbe, meno digeribili e meno ricche di nutrienti.
Si lavano (solo prima del consumo e non prima) delicatamente sotto il getto del rubinetto oppure sciacquandole in una bacinella d’acqua senza lasciarle in ammollo. Poi si lasciano asciugare in uno scolapasta. Meglio mangiarle appena lavate e senza aggiungere zucchero bianco che, oltre ad aumentare l’apporto calorico, neutralizza gli antiossidanti contenuti nel frutto. E poi, se la fragole è matura è già abbastanza dolce.
Come prepararle: mangia le fragole con il limone o poche gocce di aceto di mele, per stimolare la diuresi. Oppure frullale con un vasetto di yogurt naturale e una foglia di menta oppure centrifugale con una mela e una banana: ottiene una merenda nutriente, disintossicante e anti gonfiori.

giovedì 2 maggio 2013

Conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale

Sebbene il tema inerente alla conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale sia di grande importanza e attualità, sui media tradizionali circolano ancora informazioni poco limpide in merito all'argomento. Cerchiamo di fare chiarezza. Al momento del parto, i futuri genitori si trovano dinnanzi a una grande opportunità, quella di conservare le cellule staminali presenti nel sangue del cordone ombelicale del proprio bambino in una banca cordone ombelicale. In Italia, il campione prelevato al momento del parto, secondo la volontà della famiglia, può essere donato a un istituto pubblico oppure conservato all’interno di un centro privato all’estero. Per il momento, il sistema di donazioni pubbliche, al contrario di quanto avviene nelle biobanche private, non garantisce il buon esito della domanda di donazione da parte della famiglia. Questo può avvenire per diverse ragioni, per esempio perché la struttura non è opportunamente servita da una biobanca pubblica oppure perché la biobanca di riferimento, essendo aperta generalmente in orario diurno dal lunedì al sabato, non è in grado di fornire una copertura continua 24h su 24, per tutto l’anno. Per tale ragione, sebbene l’Italia conti su suolo nazionale 19 banche pubbliche – il 10% di quelle presenti nel mondo – solo 8 di queste sono in grado di accogliere in un anno più di 1200 campioni. Numeri insufficienti per garantire un percorso ad elevato standard qualitativo –  la maggior parte delle banche pubbliche non è certificata GMP(Good Manufacturing Practice), il massimo riconoscimento di qualità per i prodotti destinati a terapie cellulari – e altresì per giustificare l’esistenza di tali strutture sia dal punto di vista dei costi a carico della collettività, che di utilità terapeutica per il cittadino. Con uno sguardo più critico e informato, ci si può dunque rendere conto di come il nodo centrale della questione non ruoti intorno al dibattito tra donazione e conservazione – che pure infiamma gli animi attualmente – ma piuttosto allo spreco ingiustificato (nel 95% dei casi il cordone finisce nel bidone dei rifiuti1) di un bene così importante per il futuro e la salute del bimbo in arrivo e di tutta la famiglia.

martedì 30 aprile 2013

Una dieta con il fattore B Sette regole di bellezza e buon umore



B come bellezza benessere, ma anche come buon umore, ingrediente indispensabile per una dieta di successo: ecco perché un regime alimentare non può mancare di B factor, per perdere peso in allegria e non recuperarlo più. Ecco allora le sette regole d'oro amiche della linea, per raggiungere il proprio obiettivo quando si decide di perdere peso e per conservarlo in modo definitivo. 
Il vademecum arriva dalla nutrizionista Samatha Biale, autrice del libro "La Dieta B Factor -  Una dieta per amica”, che sarà presentato in occasione di "Pianeta Nutrizione & Integrazione", il quarto Forum Multidisciplinare di Nutrizione, in programma a Parma dal 16 al 18 maggio prossimi. La nutrizionista, proponendo nel suo libro un programma alimentare facile da seguire e personalizzabile da ciascuno secondo le proprie esigenze, insegna a perdere peso, ma anche ad organizzare la spesa giusta, a scegliere i nutrienti, come fare movimento e come mettere ko la cellulite. E alla fine della dieta, ecco le sette regole per non ingrassare mai più, anzi per continuare a dimagrire. 
Regola 1: mai carboidrati da soli, ma sempre con proteine e grassi - Il segreto per dimagrire e non ingrassare più è tenere sotto controllo la produzione di insulina. Per questo scopo è necessario che ogni pasto contenga, insieme ai carboidrati, una quota di proteine e grassi che rallentano la velocità con cui gli zuccheri passano nel sangue. Meglio un piatto di pasta condita con un po' di tonno o un ragù di carne piuttosto che lo stesso quantitativo di pasta al pomodoro come unico piatto. Le calorie saranno maggiori, è vero, ma la glicemia salirà gradualmente, garantendo una sazietà prolungata e una sensazione di benessere che vi terrà lontani dal cibo per molte ore.
Regola 2: anticipate la fame con piccoli rifornimenti, invece di inseguire la spia della riserva - Consumare pasti frequenti, ogni tre ore circa: si scongiurano le abbuffate e si stimola il metabolismo perché, ogni volta che si mangia, l’organismo consuma un po' di  energia extra per assimilare il pasto. E se cenate fuori, fate uno spuntino light prima di uscire, come uno yogurt bianco, per resistere meglio alle tentazioni del buffet.
Regola 3: il vero nemico sono gli zuccheri nascosti - Dietro a tanti prodotti, anche quelli che si dichiarano "fat free" o "light", si cela l'insidia degli zuccheri nascosti, spesso responsabili dei nostri chili di troppo: si assimilano rapidamente e si trasformano facilmente in grassi di deposito. 
Regola 4: diamo un taglio al sale -  E' il modo più semplice e rapido per dire addio ai gonfiori. La struttura chimica del sale da cucina, fatta di cloro e sodio, infatti, agisce come una spugna, trattenendo i liquidi che ristagnano nei tessuti, provocando anche un accumulo di tossine. Un'alternativa interessante è offerta dal gomasio, un granulato ottenuto dai semi di sesamo tostati tritati insieme con alghe e pochissimo sale marino. Si trova nei negozi di alimentazione naturale, ma si prepara anche in casa. 
Regola 5: incominciate la giornata con una colazione su misura -Chi fa una buona colazione non solo dimagrisce meglio, ma mantiene addirittura più a lungo gli effetti della dieta. 
Regola 6: mangiate sempre cose diverse e sperimentate sapori nuovi – Si tende a fare la spesa comprando sempre le stesse cose, ma è un errore da correggere. Sempre in tema di spesa: evitare di andare al supermercato quando si è troppo affamati: le tentazioni saranno più "aggressive" che mai. 
Regola 7: sì ai grassi giusti, per dire addio al grasso sbagliato! - Molti studi hanno dimostrato che una eccessiva riduzione dei grassi causa una diminuzione della capacità del corpo di bruciarli a scopo energetico.