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domenica 19 maggio 2013

Fecondazione assistita:donatore ha 150 figli, tutti fratelli germani


Quanti figli possono essere generati grazie ad un unico donatore di liquido spermale?
Anche fino a 150, almeno stando a quanto scoperto su internet da una donna negli Stati Uniti, ricorsa allafecondazione eterologa.
E sono sempre di piu’ i genitori che scoprono non troppo piacevolemente che i loro figli hanno dai 20 ai 50 fratelli sparsi per il Paese. Così molti medici, genitori e donatori, racconta il New York Times in un reportage esclusivo, chiedono delle regole che impongano limiti al numero di figli possono essere generati da un padre.
Regole che non esistono negli Stati Uniti ma di cui a questo punto si sente la necessità.

L’orfanella di gufo adottata da un cane

Una piccola orfana di gufo reale, che si chiama Bramble, è stata accolta al Centro di soccorso per rapaci di Liskeard, in Cornovaglia, dove ha trovato una nuova mamma in Sophie, una cagnolina della struttura che l’ha adottata e che si prende cura di lei quotidianamente.

Bramble e Sophie, la responsabile del centro dice che la loro sarà un'amicizia che durerà tutta la vita
La strana coppia è diventata addirittura inseparabile e Sophie pulisce tutti i giorni Bramble leccandola. C’è da dire che la piccola “gufetta” non disdegna le attenzioni che la cagnolona ha per lei, al punto tale che tutti i giorni va alla sua ricerca e le svolazza intorno,come se le chiedesse di prendersi cura di lei facendole la sua pulizia quotidiana.
Brambele Sophie giocano insieme nel grande parco a loro disposizione
Sharon Bindon, la direttrice del centro di Liskeard, ha raccontato: “Quando Bramble è arrivata non aveva piume e abbiamo dovuto tenerla all’interno del centroSophie ha cominciato a prendersi cura di lei fin dal primo giorno, pulendola mentre stavano sedute sul divanoLa pulizia di Bramble è diventata oramai una consuetudine. La piccolina, viene messa fuori dalla voliera in modo che Sophie possa leccarla per pulirla, a quanto pare ha il becco e le piume più pulite di tutti gli uccelli della contea!”

giovedì 16 maggio 2013

Insegnante invia foto nude al suo allievo, arrestata


E’ finita in manette un’insegnate di 27anni per aver inviato delle foto osè ad un suo ex alunno minorenne.
La donna è stata denunciata dalla madre del ragazzo che ha trovato le foto sul cellulare del figlio.
La vicenda si è svolta a Newport News, inVirginia, dove si urla allo scandalo. La polizia locale ha subito identificato l’insegnante come la donna senza veli presente sulle foto del ragazzo.
La procace insegnante, Cara Alexander, è stata anche accusata di aver avuto un rapporto”non consono” con il diciassettenne, che ha confessato ai genitori di aver avuto con Cara unarelazione sentimentale, ma questo non è ancora stato accertato.
Il ragazzo ora frequenta un’altra scuola e secondo il portavoce della Woodside High School, i dirigenti dell’istituto hanno già contattato il Virgian Board Education per revocare alla Alexander la licenza d’insegnamento.
Per ora però le autorità non si esprimono, troppi i dubbi sul quanto dichiarato dalla madre e dai presunti rapporti sessuali tra il figlio e l’insegnante che sarebbero stati consumati all’interno dell’istituto scolastico. Inoltre molti genitori di altri bambini hanno preso le difese dell’insegnante dicendo di lei che è sempre stata un’insegnante ”gentile e professionale“.

mercoledì 15 maggio 2013

Evira il marito e getta il pene nel tritarifiuti


Una donna che è stata accusata di aver reciso di netto il pene del suo ex marito con un coltello da cucina, si dice che abbia ‘avuto una pausa dalla realtà’ la notte dell’aggressione. Catherine Kieu, 50 anni, è accusata di aver evirato suo marito perché era arrabbiata per il fatto che lui aveva iniziato a vedere una ex fidanzata e voleva il divorzio. L’avvocato d’ufficio della Kieu, Frank Bittar, ha detto: “E’ una donna distrutta che ha avuto un momento di follia“.
La giuria è chiamata a giudicare la donna che è stata accusata di tortura e lesioni permanenti. La Kieu aveva cucinato una zuppa di tofu al marito, irrorandola abbondantemente con dello Zolpidem, un potente sonnifero, la sera dell’11 luglio 2011. Lei è poi accusata di aver aspettato fino a quando lui si è addormentato prima di legarlo al letto ed evirarlo con un coltello da cucina con la lama lunga 26 centimetri. Il marito ha raccontato che si è svegliato ed era legato al letto.
Il vice procuratore Christl ha detto alla giuria: “Quando si è svegliato, gli ha detto ‘Te lo meriti tre volte non una sola‘, e poi ha tagliato via il suo pene con un unico movimento del coltello. Dopo di che è andata in cucina e lo ha messo nel tritarifiuti“. Ha poi aggiunto che la ex moglie ha acceso il tritarifiuti prima di chiamare il 911.
L’avvocato della donna ha spiegato alla corte che la Kieu ha avuto un’infanzia piena di molestie e di altri traumi devastanti derivati dalla guerra del Vietnam, e che nessuno era in grado di capire ciò che la donna avesse passato. Ha poi aggiunto che i problemi della Kieu sono stati aggravati dal marito che ha costantemente chiesto sesso in modi tali che lei sentiva addirittura dolore, questo sommato alla sua condizione mentale precaria, l’hanno fatta esplodere e commettere un atto di follia..
Nella sua arringa finale, l’accusa ha detto che la Kieu è stata accecata dalla gelosia dopo che il marito le ha chiesto il divorzio e ha cominciato a vedere una ex-fidanzata. “Dicono che la rabbia è il vento che soffia sulla candela della mente“, ha detto il vice procuratore distrettuale John Christl. Il 60enne, vittima dell’aggressione, che non ha potuto avere il pene riattaccato, ha graficamente descritto l’accaduto durante il processo e ha testimoniato che si sentiva come se fosse stato assassinato. “Tutto ad un tratto ho sentito un dolore molto forte e poi devo essere svenuto. Non potrò mai più avere una vita sessuale“.
La Kieu, in caso di condanna, rischia l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.

Condannato a 9 mesi per commenti su Facebook


Sul sito Cartellopoli si condanna l’uso abusivo dei cartelloni nella Capitale, e il suo gestoreMassimiliano Tonelli di 34 anni è stato condannato a 9 mesi di carcere per istigazione a delinquere e apologia di reato. Praticamente Massimiliano ha lasciato che i frequentatori del suo blog promuovessero azioni violente o di danneggiamento contro i cartelloni denunciati.
La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Laura Fortuni della IX sezione del tribunale di Roma.
La querela a Tonelli è partita da un’azienda che gestisce impianti pubblicitari secondo la quale il blogger avrebbe istigato azioni vandaliche “consistite in un crescendo di offensività, nell’imbrattamento dei cartelloni con vernice spray e, successivamente, nel danneggiamento delle comici e nello smontaggio ed asporto delle plance pubblicitarie”.
Tonelli oltre ai 9 mesi dovrà anche risarcire 20mila euro di danni e rimborsare 2mila euro di spese legali.
Tonelli viene difeso in appello dall’avvocato Fulvio Sarzana di Sant’Ippolito che afferma: “La sentenza apre alla strada alla perseguibilità dei titolari di blog, non solo per le più classiche fattispecie della diffamazione, ma anche per ipotesi nella quale la manifestazione del diritto di critica, oltretutto compiuta da terzi rimasti anonimi, possa addossare una responsabilità per istigazione a delinquere ed apologia di reato al titolare del blogÈ una sentenza frutto del clima politico italiano, sempre più autoritario nei confronti del web“.
Questo costituisce un precedente per coloro che garantiscono libertà di espressione sul proprio blog o sulla propria pagina Facebook, inoltre grazie a questa sentenza si attribuisce ai blogger la responsabilità dei commenti postati da terzi:”La responsabilità del blogger per i commenti postati da terzi non dovrebbe trovare ingresso nel nostro ordinamento quando sia possibile, come accade nella pressoché totalità dei casi, risalire agevolmente a chi ha effettuato il commento, attraverso le indagini informatiche appositamente previste dal codiceLa condanna di un blogger per istigazione a delinquere, per fatti posti in essere da terzi, può costituire peraltro un precedente pericoloso per la libera circolazione dei contenuti sul web, soprattutto nei casi in cui sia difficile distinguere la denuncia civile dalla vera e propria istigazione“.

Uomo morto si risveglia durante il funerale e scatena il panico

I presenti ad un funerale in Zimbabwe sono rimasti scioccati, quando il morto si è svegliato durante la celebrazione delle esequieBrighton Zanthe Dama, 34 anni, lunedì della scorsa settimana, è morto nella sua casa dopo una lunga malattia. La famiglia in lutto lo ha messo in una bara, ha ricoperto il suo corpo con delle coperte e ha preso accordi per trasferirlo ad un obitorio locale, secondo quanto riporta l’Herald.
Gli amici e parenti il ??giorno dopo mentre veniva celebrato il funerale, si sono spaventati quando ha cominciato a muoversi mentre sfilavano per davanti alla salma per dargli l’ultimo saluto. Lotto Gaka, il datore di lavoro del signor Zanthe, ha raccontato all’Herald del momento in cui ha realizzato che il suo dipendente era ancora vivo. “Sono stato il primo a notare che le gambe di Zanthe si muovevano mentre ero in coda per vedere il corpo. Questo mi ha scioccato. In un primo momento non riuscivo a credere ai miei occhi, ma poi mi sono reso conto che c’erano effettivamente alcuni movimenti del corpo quando ho visto le altre persone ritrarsi spaventate e increduli.























Aggredito inviato di Striscia.Ennesima aggressione ai danni di un inviato di Striscia la notizia. Non è certo la prima volta che gli autori dei vari servizi vengono malmenati e a volte anche con gravi conseguenza....

Ennesima aggressione ai danni di un inviato di Striscia la notizia. Non è certo la prima volta che gli autori dei vari servizi vengono malmenati e a volte anche con gravi conseguenza. Questa volta è toccato a  Max Laudadio vedersela brutta. Si è preso qualche insulto e anche degli spintoni oltre a sentirsi fare le solite minacce. 

Laudadio era a Olginate, in provincia di Lecco, insieme alla sua troupe e stava cercando un santone che pubblicizzava la sua attività su internet: Strani riti di magia propiziatoria e addirittura di voodoo, fatti per guarire da malattie gravi. Il tutto dietro il pagamento di lauti compensi. Il sedicente santone spillava fior di quattrini ai malcapitati. Ben 550 euro per ottenere pseudo benefici dai suoi riti. E come se l’importo non fosse già di per se sufficiente,era necessario anche il sacrificio di un povero agnello. 
Raggiunto l’appartamento dove risiede una famiglia di origini senegalesi, e dove il santone operava le sue guarigioni, è successo il patatrac: gli amici del mago hanno aggredito la troupe al gran completo e hanno rotto la telecamera che avevano con se per fare le riprese. Nel trambusto è anche sparito un telefonino. All’intrepido Laudadio e al suo staff non è rimasto altro da fare che andare via. Ovviamente non hanno ricevuto alcuna risposta dal santone.

Sono intervenuti i carabinieri e alla fine quattro persone sono state portate in caserma.
Fonte La Provincia di Lecco




martedì 14 maggio 2013

Governo: 'Stop disoccupazione? Solo norme non bastano' Giovannini: 'Attenti a non toccare riforma, sta dando effetti'.'Serve aumentare la produzione'

Ansa:ROMA  - E' irrealistico pensare che interventi di natura normativa fiscale e contributiva possano riassorbire la disoccupazione. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini spiegando, in audizione alla commissione Lavoro del Senato, che dovrebbe aumentare la produzione.

Bisogna stare "molto attenti" a toccare una riforma "che sta finalmente producendo una serie di effetti voluti".Lo dice il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini parlando al Senato della riforma Fornero e del calo delle collaborazioni a fronte di un aumento dei contratti a tempo. Le modifiche dovranno essere "limitate e puntuali".

domenica 12 maggio 2013

Bambini sfruttati: aumentano le vittime in Italia



Pianeta Mamma:Sono milioni nel mondo i minori vittime di tratta e sfruttamento e secondo gli operatori del settore il numero è in aumento anche in Italia, a seguito del costante e inarrestabile flusso di minori migranti non accompagnati che costituiscono un gruppo particolarmente a rischio di sfruttamento.

Sono milioni nel mondo i minori vittime di tratta e sfruttamento  e secondo gli operatori del settore il numero è in aumento anche in Italia, a seguito del costante e inarrestabile flusso di minori migranti non accompagnati che costituiscono un gruppo particolarmente a rischio di sfruttamento.

Il numero di minori vittime di tratta nel mondo è pari secondo le stime a 1,2 milioni, ma se si considerano quelli che subiscono comunque uno sfruttamento sessuale o lavorativo il numero raggiunge nel 2011 una grandezza di quasi 5 volte superiore (5,5 milioni) e rappresenta il 26% del totale delle vittime (20,9 milioni). Il dossier «I piccoli schiavi invisibili 2012» è stato diffuso dall'organizzazione non governativa, in occasione della Giornata dell'Onu in ricordo del commercio degli schiavi e della sua abolizione che ricorre il 23 agosto.
In Italia, sottolinea Save the Children, si riscontra una mancanza cronica di dati aggiornati sul fenomeno, e c'è una schiavitù, spesso invisibile alle statistiche: vittime di tratta o riduzione in schiavitù provenienti principalmente dall'Europa orientale e balcanica, in misura minore quelli di origine straniera nati in Italia e quelli provenienti da Africa e Asia.
A partire dall’esperienza diretta di Save the Children , desta particolare preoccupazione l’elevata esposizione al rischio di tratta e sfruttamento delle migliaia di minori non accompagnati sbarcati sulle coste italiane. E’ questo il caso delle giovani nigerianegiunte fra il 2011 e l’agosto 2012 via mare, alcune delle quali si sono ritrovate vittime di uno sfruttamento sessuale su strada che nel nostro Paese non solo si dimostra come un fenomeno cronico, ma si segnala in crescita. I gravi rischi di sfruttamento riguardano anche i circa 1300 afgani che per loro volontà sono solo “in transito” nel nostro Paese e quindi “invisibili”, o i circa 900 minori egiziani giunti in Italia tra il 2011 e il 2012 con un oneroso debito di viaggio da saldare in fretta e il desiderio di aiutare le famiglie di origine, tutti entrati in contatto con Save the Children al momento dello sbarco o successivamente.

Il bambino senza piedi che giocherà con il Barcelona

Pianeta mamma:

Gabriel Muniz, un bambino brasiliano di 11 anni, affetto da una grave malformazione dalla nascita, si allenerà con la squadra dei suoi sogni, il Barcelona, e potrà conoscere il suo idolo, Lionel Messi.

I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli diceva Diego Armando Maradona, eGabriel Muniz ha dimostrato un grande coraggio anche nella sua vita. Dal mese prossimo questo ragazzino di 11 anni, originario di Campos Dos Goytacazes, una città a 275 Km da Rio, affetto da una grave malformazione dalla nascita, si allenerà con la squadra dei suoi sogni, il Barcelona , e potrà conoscere il suo idolo, Lionel Messi.
Gabriel Muniz, è un bambino come gli altri, che ama giocare a calcio, e come tanti sogna di diventare un giorno un grande calciatore.
Ma a differenza degli altri Gabriel non ha i piedi, ma è più bravo dei suoi coetanei. Il suo tocco di palla, la sua agilità nei movimenti, la velocità con cui dribbla gli avversari etc.,  hanno conquistato gli osservatori della squadra catalana in Brasile. Questo bambino disabile è già conosciuto nel suo paese, perchè i suoi video hanno spopolato in Sudamerica ed è apparso in uno dei programmi sportivi  più popolari della TV brasiliana. 
I genitori raccontano come la sua passione per il calcio , lo abbia aiutato a superare tutti gli ostacoli. E ora ha la possibilità di realizzare il suo sogno: giocare con la sua nazionale e conoscere uno dei suoi idoli. Non è la prima volta che il Barcellona si distingue per iniziative di questo genere. Gabriel sa che non potrà mai diventare un calciatore professionista, ma proprio per questo spera che un giorno alle Paralimpiadi possa esserci anche il calcio a 11

sabato 11 maggio 2013

Finalmente mamma dopo 14 aborti

Pianeta Mamma :Finalmente sono riusciti a coronare il loro sogno di avere una bambina. Una coppia straziata da 14 aborti, la morte di un feto e la morte di un figlio di due settimane di vita (nato prematuro), ha provato alla fine, dopo oltre 13 anni di sofferenza e agonia, la gioia di dare la vita alla piccola Mia, che ora ha sette settimane.
La piccola, che ha reso mamma Maria, ha sicuramente contribuito al consumo di una dose massiccia di aspirina. Ma andiamo con ordine. Per Maria, infermiera 32enne, è stato un vero strazio che ha messo a dura prova anche il rapporto con il compagno John. “E’ stato orribile – racconta la coppia di Boston – eravamo disperati per questa successione di aborti ma per fortuna non abbiamo perso la speranza. Alla fine avevamo quasi abbandonato l’idea di avere una famiglia. Quando mi hanno detto che ero di nuovo incinta non avrei mai osato pensare ad un lieto fine”.
Un lieto fine che invece c’è stato, anche se non senza difficoltà. Durante la gravidanza alla donna è stata diagnosticata pre-eclamposia e steptococco B, una combinazione potenzialmente mortale che causa la formazione di coaguli sanguigni nella placenta, spezzando la fornitura di nutrimento del bambino! Maria ha così dovuto prendere un’aspirina al giorno per evitare un altro aborto e le è stato imposto di stare a letto per tutta la gravidanza. Nonostante tutte queste difficoltà e tutta la sofferenza Maria ora, con la sua bambina in braccio, ne è più convinta che mai: “Non perdete la speranza. Sarete ripagate”.

Bimbi sottratti a madre,in casa famiglia Revocata la potesta' genitoriale alla mamma

(ANSA) - SALERNO, 10 MAG - Non saranno piu' con la madre ma per un anno dovranno rimanere in una casa famiglia. E' questa la decisione della Corte d'Appello di Salerno, sul caso dei due bimbi di Battipaglia (Salerno). La loro vicenda era diventata pubblica dopo la trasmissione di un video che documentava le drammatiche fasi della sottrazione dei figli, di 7 e 8 anni, alla donna. I giudici hanno oggi revocato la potesta' genitoriale alla madre e al padre.

venerdì 10 maggio 2013

Pastore Tedesco salva la sua padrona : voleva suicidarsi

Siamo in Francia ,una donna di 63 anni stava attraversando un momento di crisi depressiva e aveva deciso di suicidarsi ,scappando da tutti i problemi che l'affliggevano.Cosi' prese la pistola ,preparo' tutto ,e se la punto' alla testa ,ma li' ,il fido animale ,sicuramente capendo le intenzioni della padrona ,ha cominciato ad abbaiare ,attirando l'attenzione della padrona e ha cominciato a piangere e a guaire.La donna decise comunque di finire cio' che aveva stabilito ,allora il cane ,capendo tutto ,si e' gettato addosso alla donna ,facendole cadere la pistola .I vicini attirati dal guaire e dall'abbaiare furiosamente il cane chiamarono la polizia e questi intervenuti dichiararono che il cane aveva salvato la vita della donna e che sicuramente aveva capito che qualcosa di brutto stava per accadere.La donna se la cavara' con qualche ferita alla spalla ,ma e' sana e salva grazie al suo cane .

Un bambino viene salvato da un cane : si e' fatto investire al suo posto da un camion

Regno Unito Il protagonista di questa storia è un cane di soli sette mesi, un incrocio pastore tedesco, di nome Geo. Questo cane è stato davvero coraggioso: gli abitanti della sua cittadina, Clacton-on-Sea, che si trova nell’Essex, nel Regno Unito, pensano che sia un eroe, e non hanno tutti i torti! Ha salvato un bambino di soli 10 anni, facendosi investire al posto suo.Un gesto eroico che non è passato assolutamente inosservato: questo incredibile episodio ha fatto il giro del web in pochissime ore, e Geo ora non è più un eroe solo in Inghilterra, ma in tutto il mondo! La vicenda si è svolta la settimana scorsa: un uomo di nome Carly Riley, padre di famiglia, era a passeggio con i tre figli, di nome Charlie, Josh e Ben, e il suo cane, Geo.All’improvviso, mentre l’allegra famiglia stava aspettando di poter attraversare la strada, l’autista di un camion ha perso il controllo del suo mezzo: stava per travolgere il piccolo Charlie. Geo, in quel momento, si è gettato di fronte a lui, spostandolo più in la: si è fatto travolgere dal camion!Il cane è stato sbalzato in mezzo alla strada, e una seconda vettura lo ha investito, fuggendo poi senza neanche fermarsi. L’animale è stato portato poi subito da un veterinario: si è rotto una zampa, lesionato la colonna vertebrale ed ha riportato diverse lesioni interne. Per fortuna, però, è ancora vivo, e presto starà benone!

Nasce in Inghilterra un neonato di 7 chili

Pianeta mamma:George è il secondo bambino più grande dell’Inghilterra. Alla nascita pesava circa 7 chili. Ed ora che ha un mese, è grande come un bambino di 6 mesi. Il “piccolo” George è nato lo scorso 11 febbraio dopo un parto piuttosto difficile. Ed il suo peso non ha facilitato la nascita. George infatti era rimasto bloccato a causa della larghezza delle spalle. Ed al momento della nascita ha avuto difficoltà respiratorie. Ma per fortuna tutto si è risolto per il meglio.

giovedì 9 maggio 2013

Intossicati in Mugello 40 alunni in gita Vietato uso cucina hotel. Gia' intossicata altra scolaresca

(ANSA) - FIRENZE, 8 MAG - Colpiti da gastroenterite quaranta alunni di una scolaresca della provincia di Latina, in gita scolastica nel Mugello. Gli studenti alloggiano nella stessa struttura ricettiva di Ronta (Firenze) dove aveva pernottato una scolaresca del Salernitano rimasta anch'essa intossicata nei giorni scorsi. Il servizio prevenzione della Asl ha interdetto all'uso la cucina dell'hotel e le stanze occupate dalle scolaresche, intimando al proprietario di eseguire un intervento di sanificazione.

martedì 7 maggio 2013

Reggio Calabria,picchia a morte moglie:in cella L'uomo, un venditore ambulante, avrebbe usato violenza sulla donna, dipendente di una casa di cura privata, per 30 anni.

Tgcom24: Un uomo è stato arrestato dai carabinieri a Reggio Calabria con l'accusa di avere picchiato fino a far morire la moglie. Dalle indagini è emersa una realtà di 30 anni di pestaggi da parte del marito, Domenico Laface, di 54 anni, venditore ambulante, su Immacolata Rumi, 53enne, dipendente di una casa di cura privata. Il decesso, avvenuta negli Ospedali riuniti, risale a sabato dove lui stesso aveva portato la moglie. Il pm ha disposto l'autopsia.
30 anni di pestaggi - Per 30 anni la donna ha subito violenze, pestaggi e prepotenze di ogni genere, ma senza che nessuno, neppure i sei figli della coppia, sia stato capace di ribellarsi e porre fine a questa terribile situazione, maturata peraltro in un contesto sociale e familiare tutt'altro che degradato.

"Mia moglie sta male, non so cos'ha" - La situazione è precipitata sabato quando l'uomo ha condotto la donna all'ospedale. "Mia moglie sta male, dice di avere forti dolori ad un fianco, non so cos'ha", ha detto Laface ai medici senza tradire la minima emozione. I dottori si sono invece subito resi conto della gravità del caso, ma non hanno potuto fare nulla per salvare la donna, che è morta qualche ora dopo per una grave emorragia interna provocata, secondo quanto è stato accertato successivamente, da una lesione alla milza. Immacolata aveva anche alcune costole fratturate ed ecchimosi al volto.

La denuncia e il carcere - Il personale del pronto soccorso ha subito avvertito i carabinieri che ora ipotizzano che Immacolata Rumi sia morta per le conseguenze di un violento pestaggio ad opera del marito dopo l'ennesima lite provocata, secondo gli investigatori, dalla gelosia che l'uomo aveva sempre manifestato ma che col passare degli anni era diventata una vera e propria ossessione. Così è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, il pm di turno, Antonella Crisafulli, ha emesso in via d'urgenza un provvedimento di fermo con l'accusa di maltrattamenti seguiti da morte. Fermo che si è poi trasformato in arresto per Laface che ora si trova nel carcere di Reggio Calabria.

Femminicidio emergenza nazionale - "Si tratta dell'ennesimo episodio - ha commentato il Procuratore della Repubblica aggiunto di Reggio Calabria, Ottavio Sferlazza - di violenza familiare sfociato, stavolta, nelle conseguenze più estreme. Una tragedia terribile conseguenza di una spirale incontenibile di aggressioni e pestaggi". Intanto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha annunciato che l'emergenza femminicidio sarà all'ordine del giorno del prossimo Consiglio dei ministri.

Lei rimane incinta e decidono di sposarsi, ma scoprono di…

Aspettavano un bambino, la volontà era quella di sposarsi ma alla fine hanno fatto una scoperta davvero sconvolgente. I due piccioncini, di origine sudafricana, stavano per convolare a nozze quando la notizia della loro stretta parentela gli ha fatto crollare ogni speranza. I loro genitori si erano conosciuti e separati dopo averli messi al mondo nel 1983: quindi loro sono fratello e sorella.I due giovani hanno vissuto a 80 Km di distanza fino al 2007, quando si sono conosciuti all’università. In merito la ragazza ha spiegato: “E ‘stato amore a prima vista”. “Abbiamo studiato insieme all’Università di Tecnologia di Tshwane a Nelspruit. La prima volta che lo vidi, ci siamo innamorati. Tutto quello che volevamo era una famiglia con molti figli “. “Potete immaginare come siamo restati scioccati quando abbiamo saputo la notizia. Abbiamo un figlio insieme. Non sappiamo cosa dirgli poi quando sarà grande “, ha concluso.

Uccise la compagna, scarcerato dopo un anno.

Reggio Emilia, scaduti i termini di custodia cautelare per Ivan Forte, 27 anni, che strangolò Tiziana Olivieri, 40 anni, e confessò il delitto. Rabbia e sconcerto tra i familiari della vittima
Tgcom24: Libero dopo aver ucciso la compagna perché in 12 mesi non è mai stata fissata la prima udienza del processo. Ivan Forte, 27 anni, uccise la compagna Tiziana Olivieri, 40 anni, a Fontana di Rubiera, nel Reggiano, strangolandola. Dopo aver confessato il delitto finì in carcere ma ora è uscito per "decorrenza dei termini di custodia cautelare". Per lui è stato disposto l'obbligo di dimora e di firma tre volte a settimana davanti alla polizia giudiziaria.
La Procura di Reggio aveva tempestivamente richiesto il giudizio immediato per Ferro, ma non sarebbe poi stato disposto dal Gup il giudizio immediato con la fissazione della prima udienza. "Una sola cosa posso dire: mio figlio non è un delinquente", ha commentato il padre del 27enne, Nicola Forte.

"La scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare è automatica'', ha spiegato l'avvocato difensore, Fabio Lombardi. Da parte sua, dunque, non è stata necessaria alcuna richiesta. "Si tratta di un processo particolare", ha sottolineato il legale, "la nostra perizia psichiatrica deve ancora essere ultimata. E ancora non si è capito perché un ragazzo normalissimo e bravissimo come Ivan possa aver fatto una cosa del genere. E' successo qualcosa di natura psichiatrica che ancora dobbiamo accertare".

Rabbia e sconcerto tra i familiari della vittima. Il fratello della donna uccisa, Alessandro Olivieri, ha detto: "E' libero anche di venire ad ammazzarci, di portare via suo figlio; tanto, che cosa ha da perdere questo ragazzo? Ha già confessato un omicidio, che cosa gli cambia? Lo Stato ci ha abbandonati, questa è una vergogna".

Nell'aprile 2012 il delitto - Tiziana Olivieri, madre di Nicolò (che oggi ha due anni), venne uccisa la sera del 19 aprile 2012 dal suo convivente, Ivan Forte, padre del piccolo. L'omicidio avvenne nell'appartamento della donna, a Fontana di Rubiera. Dopo aver strangolato la compagna, l'uomo ha incendiato l'abitazione per cercare di coprire il delitto. Dopo aver portato fuori il bimbo, Forte simulò persino di voler salvare la donna dalle fiamme. Il giorno dopo, però, crollò e confessò quanto aveva fatto.

lunedì 6 maggio 2013

Roma, cancellavano multe: arrestati In manette due impiegati del Comune

Tgcom24:- Due impiegati comunali di Roma sono stati arrestati dai carabinieri con l'accusa di concorso in falso ideologico mediante soppressione di atti pubblici per aver cancellato delle multe. Si tratta di un'impiegata dell'ufficio contravvenzioni e del vicedirettore del dipartimento risorse economiche. I due, che prestavano servizio presso gli uffici di via Ostiense, sono accusati di aver soppresso migliaia di sanzioni.